Riassunto – 8

Mancano ormai solo tre puntate, questa inclusa, alla fine del riassunto; certo, potrei benissimo scriverne una ventina in più, ma perché prolungare l’agonia? Tanto si è capito da un pezzo che la storia di Ferdinando – se proprio “storia” la vogliamo chiamare – andrà a finir male. Un po’ ai protagonisti, perfino a quelli come lui, ci si affeziona; e dunque accorciandogli la sofferenza daremo sollievo anche a noi stessi. O no?… In alternativa, potrei tradire il mio non-romanzo dando al riassunto una sterzata improvvisa verso un improbabile lieto fine. Penso che nessuno protesterebbe, dato che non lo farà l’unica persona che di protestare avrebbe il diritto, cioè l’autore, cioè io. Ma insomma, deciderò nel corso della decima puntata. Per adesso, la situazione di Ferdinando è pessima, tendente al tragico.

La sua musa, una danzatrice a riposo che domina l’ansia attraverso un complicato regime alimentare, ha già dimenticato, o finge di aver dimenticato l’affannosa, goffa notte di passione trascorsa con lui. A http:\\/\\/renatogabrielli.ita gli è valso cercare consiglio da una presunta esperta pornostar: Elisa non gli darà una seconda chance. Ha infatti rapidamente perdonato per le reiterate menzogne Jonathan, il fidanzato dal nome di gabbiano, inguaribile etilista e tossicomane leggero. Ciononostante, o forse a maggior ragione, lei resta e sarà sempre la musa di Ferdinando, ancella semi-vergine di quella “dimensione iiiiiii” il cui disvelamento è fine ultimo del suo grandioso Progetto di arte performativa-e-non-solo.

Svaniti da tempo i sogni di revanche in terra belga, l’artista è dunque costretto a chiedere appuntamento all’odiato e potente critico Albino Vanelli, nella flebile speranza che gli dia, per trovare finanziamenti al Progetto, quell’occulto appoggio che è indispensabile nel torbido ambiente culturale italiano. Ha acquistato un piccolo cadeau (un osso di gomma di forma vagamente fallica) per Pluto e Artaud, i due cani in coppia di fatto prediletti dal critico, e l’ha avvolto in elegante carta crespata color fucsia; giacché, come tanti suoi colleghi più fortunati di lui, non avverte contraddizioni tra teoria dell’apocalisse e pratica del servilismo. Attende in anticamera per due giorni e due notti, battendo in resistenza altri questuanti forse meno disperati, ma quando infine Vanelli lo riceve, viene ripagato con un’inattesa, quasi affettuosa cordialità. Ma certo che si ricorda di lui! Il geniale performer di Preferisco fare un uovo! Quanto tempo è passato, eh? Erano gli anni novanta. Quelli sì che erano anni… E invece adesso…

Insomma, anche se per venti minuti di fila non gli dà modo di parlare, quell’uomo potente appare in confidenza con Ferdinando; anzi, si direbbe che tra i due c’è una sorprendente sintonia. Vanelli si lamenta, si lamenta, si lamenta soprattutto dell’insopportabile ambiente culturale italiano in cui è costretto, con nausea crescente, a esercitare il proprio potere in modo sempre più obliquo, limaccioso, criminaloide. Ferdinando si stupisce, come quando in certi sogni vediamo nello specchio al posto della nostra la faccia di un nemico. Lui e quel solone pensano e sentono a cuore e mente uniti: la stessa paranoia, lo stesso vittimismo, la stessa presunzione d’innocenza da colpe universali. Soli e incompresi entrambi: col residuo conforto dell’affetto di due cani perseguitati da assurdi pettegolezzi, il critico; e animato unicamente dall’ambizione di realizzare il suo estremo Progetto, l’artista. Ma questo clima di precaria, magica intesa durerà ben poco – purtroppo per Ferdinando. Infatti Vanelli, avendolo preso sinceramente in simpatia, esamina il Progetto e, in via eccezionale rispetto ad abitudini e consuetudini sue e dell’ambiente, gli dice davvero quel che ne pensa. Con dolcezza. Quasi paternamente. Ma con trasparenza assoluta e precisione nei dettagli. E alla fine, con uno scatto di generosità di cui nessuno l’avrebbe creduto capace, gli allunga pure il biglietto da visita di uno psichiatra di fiducia. Un simile gesto di apertura e franchezza, come vedremo in una delle due prossime puntate, non potrà che costargli caro. Ma per ora ci basti sapere che Ferdinando, raggelato, internamente sconvolto, si guarda bene dall’accettare il biglietto e abbandona lo studio di Vanelli in tutta fretta, senza salutare, lasciando cadere a terra per distrazione l’osceno regalino che teneva in grembo.

Poche ore dopo lo ritroviamo in ospedale, al capezzale della madre malata, a cui vorrebbe tanto dare una buona notizia. Perché sua madre tiene tanto al Progetto di Ferdinando, è sempre stata la sua prima fan. Ma lui non riesce a mentirle. E nemmeno a dirle la verità. Tenedole una mano tace, a denti stretti, con le tempie pulsanti di fantasie di vendetta.

    • Luca
    • August 30th, 2011

    Sì, avevo indovinato; sapevo che Ferdinando avrebbe portato qualcosa di “vagamente osceno” per Pluto e Artaud. Non sapevo cosa, ma ne ho previsto il genere. Per il resto il racconto mi ha sempre sorpreso, quindi non è il caso che ti preoccupi di questa vaga “sintonia” letteraria con il sottoscritto: è assolutamente casuale. Parteggio per il lieto fine; attendo pazientemente di conoscere il radioso futuro del mite Ferdinando; certamente realizzerà il suo Progetto e certamente farà ricredere Elisa sulla sua virilità. Sono certamente troppo ottimista?
    Luca

  1. @Luca
    Non saprei, Luca. Prevedibilmente, avevo pensato per le vicende di Ferdinando a sviluppi prima catastrofici e poi deprimenti; ma anche l’ottimismo – purché eccessivo, infondato, quasi patologico – ha un suo fascino e un suo perché.
    Se al tuo voto per il lieto fine si aggiungeranno quelli di altri influenti e fedeli lettori del Riassunto (gente del calibro di Harmony, di Durke, di Ferdy), non potrò che tenerne conto.
    Sono lieto e per http:\\/\\/renatogabrielli.ita preoccupato per la nostra sintonia sul regalo a Pluto e Artaud. Certamente non è casuale, è anzi un chiaro segno di affinità tra due menti elevate.
    R

    • Luca
    • September 1st, 2011

    beh caro Renato, ieri sera eravamo a casa da soli, io e mia moglie (i bimbi sono via), e allora ho pensato a cosa avrebbe potuto farle piacere… Non siamo più giovanissimi, ma tra noi c’è una certa complicità; ormai so bene come trattarla, cosa le piace di più… Da uomo a uomo mi puoi capire, viste le nostre ormai evidenti affinità… E allora mi sono avvicinato e devo dire che anche stavolta ho colto nel segno: le ho allungato una copia del mio/tuo “Riassunto da 1 a 7″ (l’8 non l’avevo ancora stampato) suggerendole di leggerlo; premetto che Laura è una tranquilla ragioniera, non incline al facile entusiasmo (almeno da quando la conosco io…), ma il “Riassunto” l’ha conquistata e ha riso alle lacrime (e a me pareva proprio che fosse riso).
    Tu penserai: “Ecco la solita sviolinata lambertiniana”, ma è proprio così, come te lo sto raccontando. Ho indagato e catalogato le principali fonti di piacere; in ordine: 1) la frutta bacata – 2) la renitenza di Tommasone alle norme sanitarie – 3) lo slavo e le sue abitudini (predilezione quest’ultima che ancora adesso non mi spiego). Hai pertanto un’altra lettrice nel piacentino che attende gli imprevedibili sviluppi del caso Ferdinando…

  2. Caro Luca, ringrazia di cuore da parte mia la nuova lettrice del Riassunto e anticipale pure che per il personaggio dello Slavo ho in mente sviluppi che, spero, non la deluderanno. Un abbraccio. R

    • ferdy
    • September 5th, 2011

    Si attendo anche io, confermo, con patologica e ansiogena attesa uno sviluppo, anzi un non- sviluppo positivo, un non- happy-end illusorio e inebriante.
    Buon lavoro.
    Ferdy

    • Elena Uber
    • October 3rd, 2011

    Se posso aggiungermi, anche se qui stiamo sfiorando la codifica della Gabriellica liturgia,( Lambert, ti richiamo come tua amica e soprattutto come donnaneipannidimoglie a sforzarti d’immaginare più opzioni per le serate tete a tete con Laura e lasciare perlomeno a lei la scelta…), voto senz’altro per finale ottimisticamente eccessivo nonchè assolutamente-platealmente infondato. Quindi illusorio quindi inebriante. Ma non solo. Come dice Silvio, è logico che a furia di sentire brutte notizie la gente diventa triste…
    Abbracci, buon lavoro.
    elena

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